Perché passare dalla Carbossi alla Carb-Ossi terapia
Un'evoluzione concettuale rispetto alla carbossiterapia tradizionale: si passa da un rilascio indiretto di ossigeno, mediato dalla CO2, a un apporto diretto e modulato di O2 nei tessuti.
Cosa succede a un tessuto ricco di anidride carbonica?
L'ossigeno apportato nei tessuti sofferenti e alterati nel loro equilibrio naturale non fa altro che migliorarne le condizioni fisiologiche, riportandolo a uno stato di buona salute.
Qualunque dolore, sofferenza o malattia è causata da un'insufficiente ossigenazione a livello cellulare.
Professor Arthur C. Guyton, M.D. — President of American Physiological Society
Allora, perché non inserire l'ossigeno direttamente, senza passare dall'anidride carbonica?
I vantaggi di un'ossigenazione diretta nei tessuti sono cinque:
01 — Concentrazione
Una migliore concentrazione di ossigeno rilasciato nei tessuti.
02 — Compliance
La compliance del paziente migliora perché l'O2 non produce reazioni acide.
03 — Velocità clinica
La risposta clinica alla cura di molte patologie è più veloce rispetto alla CO2.
04 — Sedute più brevi
La seduta terapeutica è più breve, con benefici per medico e paziente.
05 — Più patologie
Aumenta il numero delle patologie trattabili con successo.
Quindi, perché passare dalla Carbossi alla Carb-Ossi
Scientificamente coerente
Clinicamente versatile
Strategicamente utile
Perché oggi più che mai, in medicina estetica, è naturale evolversi: essere un passo avanti nella pratica clinica significa offrire qualità, innovazione e attenzione al paziente.
Due gas meglio di uno
Si ampliano le indicazioni terapeutiche e si potenziano i loro effetti: la CO2 riattiva immediatamente il microcircolo e l'O2 migliora l'ossigenazione e la vitalità tissutale.
Con la Carb-Ossi terapia il trattamento migliora sia per il medico che per il paziente.
La Carb-Ossi terapia rappresenta un'evoluzione concettuale rispetto alla carbossiterapia tradizionale, spostando il focus da un meccanismo fisiologicamente mediato di rilascio di ossigeno a un apporto diretto e modulato di O2 nei tessuti.
In questo modello, l'ossigeno iniettivo costituisce l'elemento distintivo e la potenziale "marcia in più" del protocollo, con basi fisiopatologiche coerenti.
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